Quando un albero mostra segni di sofferenza — funghi al piede, corteccia anomala, perdita di rami in assenza di stress idrico evidente — la domanda che il tecnico deve rispondere non riguarda solo l'esterno, ma quello che accade dentro il legno. Il resistograph è lo strumento che consente di rispondere a questa domanda senza abbattere l'esemplare, senza scavare e senza danneggiare la pianta in modo significativo.
Il resistograph è uno strumento di analisi non distruttiva sviluppato negli anni '80 dal professor Frank Rinn in Germania. Si tratta essenzialmente di un trapano di resistenza: una punta sottilissima, con diametro compreso tra 1,5 e 3 mm, penetra nel tronco dell'albero a velocità costante, e un sensore misura la resistenza incontrata dal legno a ogni millimetro di profondità. Il risultato è un grafico — il resistogramma — che mostra la densità del legno lungo l'intero percorso della punta, dal bordo esterno fino al centro del fusto e poi di nuovo verso la corteccia opposta.
A differenza di altri metodi diagnostici come la tomografia sonica o la tomografia a impulsi, il resistograph opera in modo meccanico diretto: non interpreta onde sonore né variazioni elettromagnetiche, ma registra la forza effettiva che il legno oppone alla perforazione. Questo lo rende particolarmente preciso nel rilevare zone di confine tra tessuto sano e tessuto degradato, anche quando la transizione avviene su spessori di pochi millimetri.
Il tecnico posiziona lo strumento perpendicolarmente al tronco, assicurandolo con una staffa di appoggio per garantire stabilità durante la perforazione, e avvia la perforazione. La punta avanza a velocità controllata — tipicamente 100 cm al minuto — fino alla profondità desiderata, poi viene estratta automaticamente. L'intera operazione dura pochi secondi per pianta. Il foro risultante è così piccolo da cicatrizzarsi rapidamente attraverso i normali meccanismi di compartimentazione del legno (CODIT), senza compromettere la salute dell'esemplare.
Si eseguono di norma più perforazioni sullo stesso albero, a diverse altezze e orientamenti. Tre o quattro passaggi a 90 gradi l'uno dall'altro alla stessa quota consentono di ricostruire una sezione trasversale approssimata del tronco. Perforazioni a quote diverse — tipicamente al colletto, a 1,30 m e a metà fusto — forniscono invece un quadro tridimensionale della struttura interna, indispensabile per valutare dove il degrado è più esteso e in quale direzione si sta propagando.
Ogni passaggio produce un tracciato stampato o salvato digitalmente, con l'asse delle ascisse che rappresenta la profondità in millimetri e l'asse delle ordinate che rappresenta la resistenza relativa. Il tecnico annota sulla scheda di campo la posizione di ogni perforazione, l'orientamento rispetto al nord e la quota rispetto al suolo, in modo che il resistogramma possa essere interpretato correttamente in fase di redazione della relazione.
Il grafico prodotto mostra picchi alti, corrispondenti a legno denso e sano, e avvallamenti, corrispondenti a legno degradato, cariato o del tutto assente. Le zone di resistenza anomalmente bassa segnalano con precisione la presenza di:
Un resistogramma con ampie zone a bassa resistenza indica che la sezione portante del tronco è sensibilmente ridotta rispetto alla sezione apparente. Questa è l'informazione fondamentale per la valutazione del rischio di cedimento: un tronco che all'esterno appare integro può avere perso gran parte della propria capacità meccanica a causa di un carie interna estesa, e il resistograph è l'unico strumento che consente di quantificarlo con precisione senza procedere all'abbattimento.
Il dato del resistogramma viene integrato con la formula di Mattheck per stimare il rapporto tra spessore della parete residua e raggio del tronco (t/R). Quando questo rapporto scende sotto 0,3, l'albero è considerato meccanicamente compromesso e il rischio di rottura del fusto diventa significativo anche in condizioni di vento ordinario.
La VTA visiva è sempre il punto di partenza: il tecnico ispeziona la morfologia dell'albero alla ricerca di sintomi esterni come cavità visibili, carpofori fungini, essudati, deformazioni della corteccia, mortalità di rami o anomalie nell'apparato radicale. Quando questi segnali suggeriscono un possibile degrado interno non verificabile dall'esterno, si ricorre alla strumentazione.
Il resistograph è indicato in particolare nelle seguenti situazioni:
Come ogni strumento, il resistograph ha limitazioni che il tecnico deve conoscere e comunicare al committente. Non rileva patologie radicate esclusivamente nell'apparato radicale: per valutare l'integrità delle radici portanti e la stabilità del piatto radicale si ricorre invece alla tomografia sonica, che analizza le variazioni di velocità delle onde acustiche attraverso i tessuti. Non è adatto a fusti di diametro superiore a circa 80-100 cm nella configurazione standard, anche se esistono versioni a punta allungata per grandi esemplari.
Infine, interpretare correttamente il resistogramma richiede esperienza professionale. Il legno di reazione, i nodi di inserzione di rami, le fibre inclinate e le variazioni di densità tipiche di alcune specie — come il ciliegio o il bagolaro — possono generare variazioni di resistenza che un tecnico non formato potrebbe confondere con anomalie patologiche. La perizia strumentale non è mai un'operazione automatica: il grafico è uno strumento interpretativo nelle mani del professionista, non un responso autonomo.
Una perizia VTA strumentale con resistograph documenta oggettivamente lo stato interno dell'albero in un momento preciso. In caso di cedimento successivo all'analisi, il proprietario può dimostrare di aver commissionato un'indagine approfondita e di aver agito coerentemente con le raccomandazioni ricevute. Questo è rilevante ai fini dell'art. 2051 del Codice Civile, che pone in capo al custode la responsabilità dei danni causati dalla cosa in custodia, salvo prova del caso fortuito. La documentazione tecnica è la prova più solida della diligenza del custode.
Al contrario, un proprietario che non ha mai commissionato una valutazione su un albero con sintomi evidenti di degrado — funghi visibili, cavità, rami secchi reiterati — difficilmente potrà invocare il caso fortuito in sede giudiziale, perché la Cassazione ha consolidato il principio che l'imprevedibilità dell'evento non può essere invocata quando il rischio era riconoscibile con ordinaria diligenza.
Il costo della VTA strumentale con resistograph dipende dal numero di piante da analizzare, dalle loro dimensioni e dall'accessibilità del sito. Come riferimento dal prezziario ufficiale degli Agronomi e dei Dottori Forestali: a partire da 57 euro per pianta per tronchi fino a 100 cm di diametro, eseguita da terra; a partire da 103 euro per pianta con utilizzo di cestello elevatore per l'accesso alla chioma o ai punti di inserzione dei rami. Il costo include sempre il sopralluogo iniziale, l'esecuzione delle perforazioni, l'elaborazione del resistogramma e la relazione tecnica firmata con classificazione del rischio. Per lotti con più di cinque esemplari si applica in genere una tariffa a cottimo per il sopralluogo.
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